Il Caso Murri, un delitto per bene nell'Italia dei primi del'900


di EMANUELE CARLO OSTUNI -
L’Italia, una nazione di Santi Poeti Navigatori e delitti irrisolti, ma non importa purché se ne parli; e parlarono in tanti la mattina del 2 settembre 1902 nella BOLOGNA socialista quando fu scoperto il cadavere del Conte Francesco Bonmartini, uno dei tanti esponenti dell’aristocrazia italiana con la particolarità di essere il marito di Linda MURRI, figlia di Augusto Murri uno dei più celebri Clinici Italiani dell’epoca. Il primo delitto mediatico diremmo oggi e sarebbe un caso per noi popolo di voyeristi sempre alla ricerca dello scoop che ci scuota dal torpore intellettuale che contraddistingue la nostra cultura nazional – popolare fondata sui luoghi comuni spendibili in pronta cassa. Una cassa di risonanza notevole se pensiamo al fatto che qualche giorno dopo questo delitto un “delitto perbene” il fratello di Linda, Tullio, avvocato (si diceva un rapporto morboso verso la sorella) si costituisce all’autorità giudiziaria e come colpevole dell’omicidio sarà condannato a 30 anni, anche se non si seppe mai tanto il/i mandante/i quanto il movente. Pensiamo al fatto che oggi viviamo in un epoca di delitti mediatici dove però non si costituisce quasi mai nessuno forse perché a differenza della Bologna del 1902 priva di mezzi di comunicazione di massa oggi è più aristocratico negare e non costituirsi dando così la possibilità ad alcuni magistrati di essere in prima pagina e alle trasmissioni di fare audience per la serie non abbiamo altro da vedere che l’omicidio di un familiare o di un vicino di casa che ci porti a dire fu un “delitto perbene”.
Il Caso Murri, un delitto per bene nell'Italia dei primi del'900 Il Caso Murri, un delitto per bene nell'Italia dei primi del'900 Reviewed by Alessandro Nardelli on novembre 05, 2021 Rating: 5

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