Tim: Vivendi, sì a controllo dello Stato sulla rete, ma con progetto strategico


di MARIO TAMBORRINO - Sono ancora in corso le trattative tra Tim e Kkr, il fondo americano che, il 20 novembre, aveva presentato alla società di telecomunicazioni un’offerta pubblica d’acquisto, valida al raggiungimento di almeno il 51% del capitale.

Nel frattempo, nella serata di venerdì 26 novembre, il consiglio di amministrazione aveva accettato le dimissioni dell’a.d. Luigi Gubitosi, avvenute anche a causa di risultati deludenti derivati dalla sua gestione.

Come raccontato circa un paio di settimane fa, Vivendi, società francese attiva nell’ambito dei media e delle comunicazioni e principale azionista di Tim, detenendo circa il 23,7% delle azioni, si era dimostrata contraria all’acquisizione da parte di Kkr, in quanto aveva considerato l’offerta “insufficiente” e non conforme al valore reale dell’azienda. Considerando il valore attuale più la copertura dei debiti, si sarebbero potuti raggiungere circa 46 miliardi di euro, ma la cifra precisa si sarebbe ufficializzata solo dopo che Kkr avesse svolto dei controlli e raggiunto un’intesa al suo interno.

Dall’altra parte, però, persiste sicuramente un certo interesse da parte del colosso francese delle comunicazioni nel difendere il valore del suo investimento: Kkr ha offerto 0.505€ per azione, Vivendi, a suo tempo, le aveva pagate oltre 1€ l’una.

Come riferisce oggi il “Corriere della Sera”, ieri c’è stato un confronto tra i membri del comitato istituito da Tim per analizzare la proposta del fondo americano e Vivendi, attraverso un portavoce, ha manifestato una volontà di apertura al controllo dello Stato sulla rete, “propedeutico ad un progetto strategico a guida istituzionale”. “Puntiamo a riportare Tim su una traiettoria di crescita. […] Vivendi è interessata a qualsiasi soluzione che promuova l’efficienza e la modernità strutturale della rete” ha assicurato il delegato.

Sono stati già avviati colloqui tra la società francese e Cassa Depositi e Prestiti, azionista al 9,81% di Tim (quota riportata al 30 settembre 2021) e controllata dal Tesoro. Il governo aveva annunciato già due settimane fa la creazione di un gruppo di lavoro col ministro dell’Economia, Daniele Franco, l’a.d. di Cdp, Dario Scannapieco e il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera; sicuramente si parlerà anche con uno sguardo al Pnrr, attraverso il quale si dovrà investire sulle infrastrutture tecnologiche e la transizione digitale.
Tim: Vivendi, sì a controllo dello Stato sulla rete, ma con progetto strategico Tim: Vivendi, sì a controllo dello Stato sulla rete, ma con progetto strategico Reviewed by Alessandro Nardelli on dicembre 06, 2021 Rating: 5

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